La legge
Direttiva Bolkestein e concessioni balneari: cosa cambia davvero
Se ne parla da anni, ma pochi sanno cosa impone esattamente. In sintesi, senza slogan: cosa dice la direttiva e perché tocca le spiagge italiane.
La direttiva Bolkestein (direttiva europea sui servizi) parte da un principio semplice: quando una risorsa pubblica è scarsa — e il litorale lo è — non si può concederla sempre agli stessi in automatico. Va messa a gara, aperta a tutti.
Perché tocca le spiagge
Le concessioni demaniali marittime danno l'uso di un tratto di costa pubblica a un privato. Per decenni si sono rinnovate quasi automaticamente; la direttiva chiede invece che alla scadenza si apra una procedura a evidenza pubblica. Da qui il nodo che riguarda gli 8.769 stabilimenti balneari censiti in Italia.
Fonte: quadro normativo UE (direttiva servizi); dati sul demanio marittimo elaborati dall'archivio (8.769 stabilimenti). Dati al 05/09/2026.Cosa NON dice
Non dice che gli stabilimenti chiudono, né che vengono "tolti". Dice che alla scadenza l'assegnazione passa da una gara. Chi c'è già può partecipare; chi vuole entrare pure. Cambia il come, non l'esistenza delle spiagge attrezzate.
La data che conta
Dopo anni di proroghe, la scadenza di riferimento è il 30 settembre 2027: 6.089 concessioni scadono a quella data, 13.145 entro 18 mesi. È il momento in cui le amministrazioni devono muoversi.
Domande frequenti
No. Prevede che alla scadenza siano riassegnate con gara pubblica. Non è una cancellazione, è un cambio di metodo di assegnazione.
L'ente concedente competente, di norma il Comune, nel quadro delle regole nazionali ed europee.
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